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Trip to Calabria and Sicily: Serra San Bruno

Out of Tropea, you can either take the provincial road SP17 or state road SS522 along the coast, to arrive at Vibo Valentia from where you can then start to climb towards the Serre either north-east towards Sant’Onofrio and Simbario or south-east through Soriano Calabro. Regardless of which road you decide to take, the Serre of Calabria will be your end point. This a vast mountain area that extends along the Calabrian Apennines starting from the Sila in the Nrth and ending in the Limina, the gate to the Aspromonte mountains at an elevation of 2000 metres.

On the way up, the road is flanked by chestnut and beech trees up to about 700 meters above sea level. You encounter dense forests of pines, and firs, where the scent of moss and ferns intensifies. The air is fresh and the silence sacrosanct; interrupted only by the rustling of streams and the singing of birds. We are welcomed by a thousand arms of ancient trees of this venerable forest.

“Here we can find good mushrooms for sure” – says one of the passengers. The bus stops at a cold water spring and many people step out to enjoy the pure air and the tranquillity, and perhaps for the first time in their lives, they will drink spring water that gushes straight out of the rock.

In 1095 the Norman Count Roger I of Altavilla donated a parcel of land carved out of these woods, to Bruno from Cologne, a German monk and founder of the Carthusian order, to build a monastery. The construction of the St. Steven’s Chartreuse or Charterhouse required many craftsmen, artists and master stonecutters who ended up settling in the area giving rise to the village of Certosa, which, after the unification of Italy in 1863, was given the name of Serra San Bruno.

You must absolutely visit the Charterhouse where you will also find a magnificent museum that preserves excellent examples of period instruments and tools, and authentic replicas of machines used by the monks for their own needs and to assist the population that in the Middle Ages was very needy. The herbalist’s shop and the kiosk at the entrance of the Charterhouse carry infusions, elixirs, and various remedies made from ancient recipes for health and to prevent aches and pains.

Near the Charterhouse there are some really beautiful and suggestive places that were built and frequented by St. Bruno. Don’t miss the old church, the pine trees grove, and the pond of penances, where the saint spent whole days on his knees praying and meditating.

On the way to the village you will find several vendors that prepare and sell typical local products. The mushrooms of Serra, whether dried, or preserved, are renowned everywhere. Before dinner, we stopped to visit the Serfungi outlet. This company exports them all over the world. The Mushroom Festival in Serra is an unforgettable event which typically takes place in early October.

Biagio, the owner/chef of the Certosa Restaurant not far from the monastery, prepared for us a sumptuous dinner that included a myriad of appetizers based on local meats and cheeses, and ricotta and other delicacies such as “pasta alla serrese”, and lamb and pork with side dishes of porcini mushrooms fried or in oil, and traditional desserts such as “nzulli”, and finally … ice cream made with…. chopped mushrooms.

The evening was enlivened by the local folk group Cerseyo to end a spectacular day with music and dances typical of Calabria.

Viaggio in Calabria e Sicilia: Serra San Bruno

Appena usciti da Tropea, imboccando la strada provinciale SP17 oppure andando per il litorale lungo la strada statale SS522, si arriva a Vibo Valentia da dove poi si può salire per le serre sia andando verso nord-est a incrociare Sant’Onofrio e Simbario oppure verso sud-est passando per Soriano Calabro. Indipendentemente da quale strada deciderete di percorrere arriverete nelle serre calabresi. Le stesse che si estendono lungo l’Appennino calabrese partendo dalla Sila sino al passo della Limina alle porte dell’Aspromonte, a 2000 metri sul livello del mare.

Man mano che si sale la strada, fiancheggiata da castagneti e boschi faggi fino a circa 700 metri sul livello del mare, si inoltra fra fitti boschi di pini, e abeti bianchi, e il profumo del muschio e delle felci s’intensifica. L’aria purissima e il sacrosanto silenzio, interrotto solo dal fruscio di torrenti e dal canto degli uccelli, ci accolgono con le mille braccia di alberi millenari di questa vetusta foresta.

“Qua si trovano sicuramente dei buoni funghi” – dice qualcuno dei passeggeri. Il pullman si ferma a una sorgente d’acqua freddissima e molti scendono per godere l’aria pura e la quiete, e forse per la prima volta a bere dell’acqua schietta di sorgiva che sgorga dalla roccia.

Nel 1095 Bruno da Cologna, monaco tedesco e fondatore dell’ordine dei Certosini, ebbe in dono dal conte normanno Ruggero I d’Altavilla un terreno, parte di uno di questi boschi, per costruire un monastero. La costruzione della Certosa di Santo Stefano richiese molti artigiani, artisti e mastri scalpellini i quali finirono per stabilirsi nel luogo dando vita al paese della Certosa, che, dopo l’unità d’Italia nel 1863, acquistò il nome di Serra San Bruno.Dovete assolutamente visitare la Certosa. All’interno troverete anche un magnifico museo che conserva degli ottimi esemplari d’istrumenti d’epoca e repliche autentiche di macchine usate dai monaci per il loro fabbisogno e per assistere la popolazione che nel Medio Evo era assai bisognosa. L’erboristeria e il chioschetto antistante alla Certosa sono forniti inoltre d’infusi, elisir, e rimedi vari per la salute e per prevenire acciacchi e malanni, fatti dai monaci secondo antiche ricette.

Da visitare vicino alla Certosa ci sono splendidi luoghi evocativi edificati e frequentati da San Bruno: la vecchia chiesa, il boschetto di conifere, e il laghetto delle penitenze, dove il Santo passava giornate intere in ginocchio a pregare e meditare.

Ritornando verso il paese troverete diverse aziende che preparano e vendono prodotti tipici locali. I funghi di Serra che siano secchi, in giardiniera, o sott’olio, sono rinomati dappertutto. Prima di cena, ci siamo fermati a visitare la ditta Serfungi che li esporta in tutto il mondo. La Sagra del Fungo a Serra è un evento immancabile che si svolge tipicamente i primi di ottobre.

Biagio proprietario e chef del ristorante Certosa ci aspettava con una sontuosa cena che comprendeva una miriade di antipasti a base di salumi e formaggi locali, e ricotta e altre delizie come “la pasta alla serrese”, e carne di agnello e di maiale con contorni ovviamente di funghi porcini fritti o sott’olio, dolci tradizionali come i “nzulli”; e per finire … il gelato a base di …. funghi tritati.

La serata, allietata dal gruppo folclorico locale Cerseyo, chiudeva una giornata stupenda con musica e balli tipici calabresi.

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