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Settembre in Calabria e Sicilia – Pizzo Calabro

La cittadina di Pizzo Calabro è stata la prima meta del nostro itinerario. Il suo nome deriva dalla forma a pizzo di un becco d’uccello, del promontorio su cui si affaccia e che emerge dalla spettacolare Costa degli Dei. L’attuale località fu probabilmente parte di un’antica colonia greca; della quale oggi non rimane evidenza concreta. Di certo è che nel tredicesimo secolo nei pressi di quest’antico villaggio di pescatori, dei monaci Basiliani vi fondarono una comunità.

Gli Aragonesi in seguito costruirono qui l’attuale castello nel quindicesimo secolo. Dopo l’era napoleonica, Il castello prese il nome di Castello Murat, per ricordare Gioacchino Murat, cognato del Bonaparte e re di Napoli, il quale vi fu imprigionato e fucilato dai Borboni nel 1815. All’interno del castello c’è un museo che illustra le vicende della cattura e degli ultimi giorni di vita del re. Si conserva fra l’altro una commovente lettera che il famoso scrittore francese, Alessandro Dumas, intimo amico del sovrano, appresa la triste notizia della morte del caro amico, inviò alla famiglia di Murat.

Uscendo dal museo vi trovate davanti Piazza della Repubblica; un grande piazzale antistante all’entrata del Castello Murat, che sporge a picco sul mare ed è il posto ideale per scattare delle meravigliose foto-ricordo con il mar Tirreno sullo sfondo e la spiaggia in basso scolpita tra colline e promontori. Con un pizzico di fortuna, nelle giornate più limpide, si può intravedere in lontananza l’incantevole isola di Ginostra. Una volta, nei mesi di maggio e giugno, grandi banchi di tonni abbondavano in queste acque e rimanevano intrappolati su queste spiagge e questo fenomeno costituiva la base di un’antica economia locale.

L’industria del tonno di Pizzo Calabro oggi è all’avanguardia. Basta menzionare il Tonno Callipo` che è appunto originario di Pizzo Calabro e ora rinomato in tutto il mondo. La sagra del tonno a Pizzo si festeggia ad agosto con la degustazione del gustosissimo tonno “alla pizzitana” sul lungomare Cristoforo Colombo.

Dal lato opposto della piazza s’innalza la famosa chiesa Matrice di San Giorgio Martire, un magnifico duomo che fu costruito nella seconda metà del cinquecento. I molteplici bar che fiancheggiano il corso vi vengono incontro camminando verso la chiesa. Qui dovrete per forza fermarvi e assaporare la delizia tipica di questa cittadina: il tartufo gelato di Pizzo; ma avrete l’imbarazzo della scelta perché tutti i bar offrono queste delizie artigianali con un loro tocco personale.

A pochi minuti di macchina, risalendo verso nord lungo il litorale, troviamo un altro importante punto di riferimento di Pizzo Calabro: la famosa chiesetta di Santa Maria di Piedigrotta. Una piccola chiesa scavata nella roccia di tufo. La leggenda vuole che nella prima metà del 1600, un veliero proveniente da Torre del Greco, Napoli, sia stato colto da una furiosa tempesta a largo di Pizzo. I marinai fecero voto a Santa Maria di Piedigrotta (Napoli), il cui quadro era a bordo del veliero, che avrebbero costruito una cappella votiva alla Madonna se avessero toccato terra, sani e salvi. La nave naufragò e fu distrutta ma i marinai si salvarono e assieme ad essi il quadro della madonna e la campana della nave che ritrovarono sulla spiaggia in prossimità di una grotta che divenne poi la chiesetta attuale.

Quando andate a Pizzo, non mancate di fare una visita anche a questa chiesetta, che è molto suggestiva e dove molti turisti fanno delle esperienze mistiche, e dove si conservano sia il quadro originale della madonna che la campana del veliero datata 1632.

English Version

September in Calabria and Sicily – Pizzo Calabro

The town of Pizzo Calabro was our first destination in this year’s itinerary. The name Pizzo Calabro derives from the pointy curved shape, like a bird’s beak, of the promontory that protrudes out of the spectacular Costa degli Dei, [Coast of the Gods] on which the town is built. It was probably part of an ancient Greek colony; but we have no archeological evidence of it today. What is certain is that in the thirteenth century, a group of Basilian monks founded a community near this ancient fishing village.

The Aragon occupied it in the fifteenth century and later built a castle here for protection. After the Napoleonic Era, the castle took the name of Castello Murat, in memory of Gioacchino Murat, Bonaparte’s brother-in-law and king of Naples, who was imprisoned and shot by the Bourbons in 1815. Inside the castle there is a museum that illustrates the events of the capture and the last days of the king. Among other exhibits there is a moving letter sent to Murat’s family by the famous French writer, Alexander Dumas, intimate acquaintance of the king, upon learning of the death of his dear friend.

When you exit the museum you are in Piazza della Repubblica; a lovely square abutting the Murat Castle that juts out over the sea and is the ideal place to take wonderful souvenir photos with the Tyrrhenian Sea in the background and the beach below carved between hills and headlands. With a bit of luck, on a clear day, the suggestive island of Ginostra can be seen in the distance. Once upon a time, in the months of May and June, large schools of tuna fish abounded in these waters and remained trapped on the beaches below. This phenomenon was an essential component of an ancient local economy.

Today Pizzo Calabro’s tuna industry is at the forefront. It suffices to mention the Callipo Tuna brand which is originally from Pizzo Calabro and is now distributed throughout the world. In the month of August, Pizzo hosts a magnificent festival where tasty tuna “alla pizzitana” is served at stands along the Cristoforo Colombo waterfront.

On the opposite side of the square stands the famous church of San Giorgio Martire, a magnificent cathedral that was built in the second half of the sixteenth century. As you walk towards the church, multiple bars on either side of the main course invite you to go in and savour a famous delight, typical of this town: [il tartufo] ice cream truffle; but you will have a hard time choosing; all the bars in the corso offer these handmade delicacies with their own personal touch.

We leave Pizzo and drive about a mile northwards along the coast. Here we find another important landmark of Pizzo Calabro: the famous church of Santa Maria di Piedigrotta. A small church dug out of the tufa rock. Legend has it that in the first half of the 17th Century, a sail ship from Torre del Greco, Naples, was trapped in a furious storm off Pizzo’s coast. The sailors made a vow to Santa Maria di Piedigrotta (Naples), whose painting was on board the ship, that they would build a votive chapel to the Madonna if they landed safely. The ship was wrecked and destroyed but the sailors were saved. The painting of the Madonna and the bell of the ship were also found intact on the beach in the proximity of a cave that eventually became the little church.

When you go to Pizzo, don’t forget to pay a visit to this little church, which is very suggestive and where many tourists are said to have mystical experiences, and where both the original painting of the Madonna and the bell of the ship dating back to 1632 are kept.

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